giovedì 10 marzo 2011

La Repubblica sul Colle del Quirinale



La consultazione referendaria tenne il Paese con il fiato sospeso a causa del lento delinearsi della netta maggioranza repubblicana.
I sospetti di manipolazioni e di imbrogli, lanciati con leggerezza sull’andamento e sui risultati delle votazioni, portarono il Paese sull’orlo di aspri e sanguinosi disordini. Anche se a Roma non si verificarono quei tragici scontri che si ebbero a Napoli, la città visse ugualmente con angoscia le giornate che conobbero una rigida contrapposizione tra Quirinale e Viminale. Le forze monarchiche infatti consigliavano al re di attendere una netta pronuncia della Corte di Cassazione sui risultati del referendum mentre le forze di sinistra  e repubblicane in genere pretendevano una rapida soluzione alla crisi.
Roma visse direttamente e visivamente quel contrasto, attraverso il diffondersi di voci spesso incontrollate ed allarmistiche e osservando il tricolore monarchico che restava issato sulla torretta del palazzo reale.
La fermezza di cui diede prova De Gasperi nell’analisi della situazione, nel tenere a freno il governo e nel porre un risolutivo dilemma ad Umberto risolse la crisi e accrebbe la generale fiducia nell’uomo cui competeva ormai di fungere per alcuni anni da ago d’equilibrio della vita italiana avviata alla ricostruzione.
Furono, del resto, anni che, in clima di maggior fervore, ricordarono il buon governo di Giolitti.


Nella foto in alto a dx De Nicola firma la Costituzione repubblicana dello Stato, alla presenza di De Gasperi e di Terracini, presidente della Costituente, che porranno subito dopo anche la loro firma (22 dicembre 1947).
La seconda in basso a dx ritrae De Gasperi alla Rai per parlare agli italiani, dopo la partenza del re. Si distinguono fra le persone del seguito: Pietro Nenni e Giulio Andreotti.
A sinistra in alto il ministro Romita legge i risultati definitivi del referendum. La repubblica ha vinto.
In basso a sx Umberto di Savoia lascia il Quirinale, salutando il reparto di guardia. La bandiera calava dalla torretta, mentre un aereo militare partiva da Ciampino per il Portogallo.

(Materiale reperito dal libro, di mia proprietà, “Vecchia Roma 1900/1950”  di Armando Ravaglioli – Musumeci Editore)